di Andrea Piermarini

Convegno Migranti e Pellegrini a Sant'EraclioFOLIGNO - "La comunità mussulmana che risiede a Sant'Eraclio rappresenta una presenza significativa. Gli oltre duemila immigrati della frazione sono una ricchezza per il territorio. E' indispensabile aprirsi al confronto con le numerose etnie non per possedere ma per donare". In queste poche battute di don Luigi Filippucci parroco dell'Unità Pastorale " S.Eraclio-Cancellara" si evince il contenuto del convegno su "Migranti e pellegrini alla scoperta delle nostre radici per una Europa più pacifica e solidale: le religioni come veicolo unificante" dove diversi esponenti di differenti religioni e nazionalità hanno esposto le proprie esperienze per "abbattere i muri e costruire ponti" pur evidenziando anche criticità sotto l'aspetto sociologico.

Al Santuario diocesano della “Madre del Buon Consiglio” presso il Monastero Agostiniano di “Santa Maria di Betlem”, era presente l’assessore comunale ai servizi sociali Maura Franquillo. Il docente universitario Roberto Segatori ha sottolineato che il pellegrino intervalla la routine quotidiana con l'incontro straordinario con il sacro mentre il migrante è un soggetto dinamico costretto a realizzare un progetto di vita. In seguito ha affermato che "sia gli stati nazionali che i diritti civili, politici, sociali e di cittadinanza e le stesse religioni nella storia hanno rappresentato degli elementi di divisione e contrapposizione". La mediatrice culturale Hanane Oulama marocchina racconta che "a Foligno dopo l'11 settembre 2001 era vista come una terrorista e sia in Marocco che nel nostro paese era considerata una straniera perdendo così la sua identità e valuta l'Isis come una vera e propria organizzazione terroristica". Il vice parroco dell'Unità Pastorale don Cristian Bogdan rumeno evidenzia che "anche una cerimonia liturgica può essere uno strumento che consolida il senso di appartenenza alla propria etnia, come la S.Messa a cui partecipano periodicamente 40 rumeni a Foligno". Don Patrizio Santinelli che dopo aver vissuto 16 anni in Albania ha posto l'accento sull'accoglienza del popolo albanese. "Con l'istituzione dei corsi professionali e dell'oratorio siamo così venuti incontro - sottolinea don Santinelli - alle esigenze primarie e quotidiane degli albanesi." Una buona affluenza di pubblico ha decretato il successo del convegno che ha focalizzato l'attenzione sulla prevalente capacità degli abitanti di Sant'Eraclio di saper amalgamare le tradizioni, le fedi e le differenti culture. L’incontro ha anche soddisfatto il desiderio di conoscenza affrontando il fenomeno dell'immigrazione con soluzioni ispirate al rispetto della persona in un'ottica di convivenza reciproca.