Barbaneradi Andrea Piermarini
L’Astronomo degli Appennini Barbanera cosa ci prospetta per il 2016?
Nel tradizionale dialogo erudito, istruttivo sul nuovo anno con l’allievo Silvano il vecchio montanaro da 254 anni misura il sole la luna ed ogni sfera per poter altrui predire tutto ciò che avverrà. “I tempi cambiano raffinatissime tecnologie ci semplificano la vita il nostro pianeta è diventato piccolo piccolo a portata di mano in un click e questo un bene per tutti.” 
Così esordisce Barbanera aggiungendo che “l’essere umano è diventato un astronauta del terzo millennio che viaggia fra le stelle seduto comodamente da casa.


” Secondo l’opinione di Silvano siamo sordi “alla natura che lancia messaggi ad una giovane umanità in cammino che invoca diritti, giustizia sociale e pace” e sostiene che “il 2016 è un anno bisestile e secondo gli antichi non c’è da stare allegri”.
Pronta la replica di Barbanera: “In fondo in un anno bisestile avremo una ulteriore giornata da vivere da dedicare a chi amiamo, magari per dare una svolta a quel lavoro che sembra sfuggirci di mano e se ci fermiamo alla superficie delle cose, allora sì che il mondo farà davvero un passo indietro”. “Nelle nostre affollate città qualcosa sta cambiando – dichiara Silvano – tempi non facili ci hanno chiesto un cambio di stile, una nuova consapevolezza dei fragili equilibri che reggono il pianeta”.
A conferma di questa tesi Barbanera dice che “si fa un gran parlare di sostenibilità, biodiversità, energie rinnovabili, di attenzione a chi resta indietro. E un novello Francesco ci rivolge parole che inneggiano alla vita alla salvaguardia della terra che abbiamo maltrattato seguendo le logiche di un economia globalizzata tesa solo al profitto”.
Si tratta di lucido appello – evidenzia Silvano – a riflettere sulle responsabilità di ognuno”. Il fine conoscitore degli astri Barbanera conclude il discorso generale sul nuovo anno sottolineando che “dobbiamo condividere solo nuove regole, guardare con il sorriso ad una nuova sobrietà che è una semplice riduzione dello spreco dei milioni di tonnellate di cibo che buttiamo mentre c’è chi non ha di che sfamarsi”.