Il 21 marzo 2021 si celebra la giornata mondiale sulla sindrome Down.

Il mondo cerca di riflettere sulla condizione di chi è affetto da questa sindrome.

sindrome di down

Proviamo a farlo anche noi, Comunanza Agraria e Carnevale dei Ragazzi di S.Eraclio.

In quest’anno dove abbiamo tutti sofferto il disagio del lockdown, come hanno reagito i ragazzi e gli adulti con la sindrome Down?

Se credete che loro abbiano dei sentimenti diversi dai nostri, se le loro paure non sono le stesse che abbiamo noi, vi sbagliate di grosso!

Loro hanno paura di ammalarsi con il Covid 19, come tutti,hanno paura di contagiare le persone a loro più care, forse con maggior responsabilità ,rispetto ai loro coetani.

Loro sono molto riflessivi, con il loro pensiero semplice, il contagio fa male e io non voglio contagiarmi ne contagiare le persone che amo come i miei genitori, i miei nonni e i miei amici.

Anche loro soffrono il fatto di non potersi abbracciare, forse anche un po’ di più degli altri perché la loro espressione di felicità passa attraverso il contatto fisico

Mi è capitato di assistere ad una scena dove una ragazza down stava per abbracciare una cara amica e mentre stava per abbracciarla di colpo, all’improvviso si è fermata e ha detto

“ Noo, non posso abbracciarti, ci potremmo ammalare!”

Sono quasi scoppiato a piangere per avere visto negli occhi di questa ragazza il bisogno di contatto e di stringere la sua amica e non poterlo fare! Poi quando il suo volto è cambiato di espressione perché non voleva far ammalare nessuno, mi ha sorpreso ed è stato come un pugno in pieno stomaco.

Perché ho pensato alle immagini di Milano, Roma, Perugia, ma anche della nostra Foligno e la sua periferia, dove i ragazzi senza alcun problema si incontravano per bere e senza alcun rispetto per le norme per evitare il contagio interagivano senza curarsi delle conseguenze.

Vorrei che questa immagine fosse ben impressa nella mente di ciascuno di noi.

Noi che crediamo che i malati della sindrome Down siano diversi, mentre i diversi in negativo siamo noi che giriamo gli occhi o li abbassiamo quando li incontriamo, mentre dovremmo sostenerli come qualsiasi altro essere umano.

C’è uno slogan inglese che riporto di seguito che rende chiaro quanto i ragazzi e tutti i malati di sindrome Down chiedono con forza :

not special....

NO NECCESSITA’SPECIALI SOLO NECESSITA’ UMANE”

Allora per confermare questo concetto, vogliamo ricordare la nostra mascotte nata prima delle feste natalizie lo scorso dicembre, la MASCHERA DEL SORRISO, che a differenza delle mascherine chirurgiche o delle mascherine FFPP2 che sono nate per evitare il contagio ,questa vuole essere strumento contagioso di allegria e spensieratezza di cui necessitiamo TUTTI; strumento di solidarietà e di vicinanza verso tutti coloro che chiedono di essere amati e consolati, perché questa pandemia ha messo a rischio le nostre relazioni affettive e non solo”

maschera del sorriso

Per questo chiediamo a tutti i lettori di queste poche righe di essere portatori della maschera del sorriso e di sostenere la richiesta dei ragazzi e non solo che soffrono della sindrome di Down, facendoli sentire UGUALI e non diversi”

 

Il CdA della Comunanza Agraria e del Carnevale dei Ragazzi di S. Eraclio