DELLA VALLE DEL MENOTRE
 
NELLA FOTO: Rasiglia, Santuario della Madonna delle Grazie (esterno)Il Santuario della Madonna delle Grazie, sorge poco oltre Rasiglia nell'alta Valle del Menotre. La sua fondazione risale al15 agosto 1450 per volontà dell'allora parroco del luogo don Bartolomeo di Andrea, che chiese ed ottenne dal vescovo di Foligno mons. Antonio Bolognini, di erigere una chiesa da intitolare alla Vergine in località Maragone nei pressi del fosso Terminara, sotto al cui ponte si dice sarebbe stata rinvenuta una statua in terra cotta della Madonna col Bambino.
Poiché il simulacro fu trovato oltre i confini della parrocchia di Rasiglia, cioè in territorio di giurisdizione della diocesi di Spoleto, sorsero delle diatribe con la vicina Verchiano che ne reclamava il possesso.
Si racconta che lo stesso parroco del paese limitrofo, tentò di portare la statua nella sua chiesa, ma di notte questa sarebbe tornata inspiegabilmente nel luogo del ritrovamento.
Gli abitanti di Verchiano, sarebbero allora tornati a riprendere il simulacro con un carro trainato da buoi, ma neppure questi riuscirono a portar via la miracolosa immagine.
Ritenuto questo un segno della volontà divina, gli abitanti di Verchiano soprassederono alle loro pretese, permettendo a quelli di Rasiglia di erigere il Santuario, che fu quindi edificato al di là dell'anfratto della roccia dove sarebbe stato trovato il simulacro.
All'inizio al Santuario gli fu dato l'appellativo di "Madonna della Misericordia" e in seguito, in virtù delle grazie ricevute dalla popolazione durante il periodo della peste acquisì il nome di "Madonna delle Grazie".
Sulla facciata principale e nel lato sinistro del santuario, sporge un porticato sotto al quale si svolgevano fiere in occasioni di feste. Le sue colonne, scolpite nel 1935 da don Pietro Corradi, parroco di Rasiglia dal 1909 al 1962, ci ricordano tre momenti di incontro con la Vergine, delle comunità parrocchiali di Roviglieto, Scopoli e Volperino, per "Grazia ricevuta".
Queste tre comunità, ancora oggi, usano recarsi in processione-pellegrinaggio presso il Santuario, rispettivamente il lunedì di Pentecoste, nella prima e nell'ultima domenica di giugno.
Un altro pellegrinaggio é quello che viene effettuato tutti gli anni il 18 giugno dalla comunità di Casenove, come ringraziamento per il salvataggio di 22 ostaggi presi dai tedeschi il 18 giugno 1944 e miracolosamente liberati dagli alleati pochi minuti prima di essere fucilati.
Dopo aver accennato alle origini e al culto alla Madonna delle comunità locali e non solo, iniziamo la visita al Santuario. All'interno la chiesa ha forma rettangolare ad una sola navata e presenta un altare sopra il quale é posta la statua della Madonna, protetta da un pannello di legno scorrevole che viene aperto soltanto in occasione di feste o circostanze particolari.
Dietro l'altare, nell'abside, le pareti delle scale che conducono alla cripta, sono ricoperte da ex-voto. Nella cripta si trova il simulacro originale in terracotta raffigurante la Madonna in ginocchio adorante il Bambino.
Le pareti del Santuario sono coperte da diversi affreschi votivi di notevole pregio riconducibili a maestri folignati del XV secolo. L'affresco più antico risale al 1454. E' l'ultimo in alto sulla parete di destra e rappresenta la Madonna della Misericordia che protegge i fedeli dal dardo della peste.
Uno dei dipinti che colpisce maggiormente il pellegrino é l'angelo della pace che assiste amorevolmente due guerrieri che si abbracciano. Attribuito a Bartolomeo di Tommaso, maestro di Nicolò Alunno, é posto al centro della parete di sinistra.
Altri affreschi estremamente interessanti sono S. Sebastiano, S. Amico da Rambona, S. Antonio Abate, S. Pietro S. Nicola da Tolentino, Santa Lucia, S. Gottardo e sopra la porta d'ingresso S. Cristoforo, protettore dei viandanti e dei pellegrini.
Sulla destra dell'altare attraverso una porticina si giunge alla "Casa dell'eremita".
Uscendo da questa si raggiungono sia la "Saletta dell'eremita", così chiamata perché fatta costruire dall'eremita Quinto Giuliani nel 1938 e la "Casa del Pellegrino" o "Casa della Gioventù", voluta caparbiamente da don Pietro Corradi, parroco di Rasiglia. Essa dispone di 50 posti letto ed é a disposizione per esercizi spirituali e come casa vacanze per i giovani.
Il Santuario é sempre stato custodito da eremiti dal 1616 in poi. Attualmente vi risiede don Domenico Iaffaldano, già parroco di Colfiorito, che ha scelto di condurre vita eremitica, pregando e invocando la Madonna per le intenzioni particolari che gli vengono chieste da pellegrini e visitatori.
Alcuni fedeli molto spesso gli chiedono l'olio della lampada votiva o l'acqua della fonte che sgorga a pochi metri dalla chiesa a scopi terapeutici.
NELLA FOTO: Rasiglia, Santuario della Madonna delle Grazie (esterno).
 
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