Comunanza acarnevale

 

Domenica il Popolo Cristiano festeggerà la Santa Pasqua; tra le migliaia di immagini per gli auguri, ci ha colpito questa, che sembra essere fatta apposta per il momento che stiamo vivendo.

Questo Cristo che esce dal Sepolcro è l’immagine di tutta l’Umanità che vuole uscire dal Sepolcro della pandemia, ma non solo.

resurrezione

Nella vita di ciascuno di noi ci sono molti sepolcri, dove vengono tumulate le speranze e le sicurezze alle quali aspiriamo.

Ancora una volta Comunanza e Carnevale si uniscono per ricordare i Sepolcri degli emarginati, delle persone con disabilità, degli anziani rimasti soli a causa della pandemia, per dar loro sicurezza e preservarli per un futuro migliore.

Cristo risorto è l’espressione più alta dell’Amore di Dio verso gli uomini tutti, buoni e cattivi, al di là di ogni credo e di ogni appartenenza etnica. Il suo Vicario, il Santo Padre, ci invita anche con la sua ultima lettera enciclica ad ESSERE FRATELLI TUTTI, che rappresenterebbe la Resurrezione dell’Umanità

Non basteranno i vaccini a farci diventare migliori; occorre dare una testimonianza concreta di saper amare il prossimo, specie i più fragili, come le persone con sindrome autistica; il 2 aprile sarà celebrata la giornata mondiale dell’autismo.

I pregiudizi sociali nei loro confronti ne limitano la libertà e la piena espressione di sé; mancano anche specialisti che li aiutino. Fate un giro sui social e capirete quanto la pandemia le abbia lasciate in una solitudine aberrante.

Sarà Pasqua! Cristo e coloro che si chiamano Cristiani siano testimoni di questa resurrezione, aiutando tutti i più fragili ad uscire dai loro Sepolcri, con gesti piccoli o grandi, a seconda delle disponibilità di ciascuno.

 Noi Comunanza e Carnevale continuiamo a darvi il nostro piccolo segno di vicinanza con la maschera del sorriso; non è sufficiente, lo sappiamo benissimo, ma il sorriso è un piccolo gesto di solidarietà verso i fragili tutti, che come dice Papa Francesco sono e siamo Fratelli Tutti.

maschera del sorriso

 

Si fa presente che la pandemia ha interrotto solo temporaneamente la collaborazione di tali istituzioni con la cittadinanza; al termine di “questo tempo sospeso” ci si auspica che la loro attività tornerà ad essere ancora più proficua, attraverso l’intervento di numerosi e creativi gruppi di giovani e meno giovani.