usigniUSIGNI - POGGIODOMO (Pg)
paese montano a circa 1.000 s.l.m. in Valnerina, celebre soprattutto per avere dato i natali al cardinale Fausto Poli (1581-1652), molto influente alla corte di Urbano VIII. Si trova su uno sperone di roccia assai impervio che dà sulla sottostante valle del torrente Tissino, le cui sorgenti si trovano a poche centinaia di metri.
Il territorio di Poggiodomo e le località circostanti sono caratterizzati dalla presenza di castellieri di epoca protostorica, i cui abitanti caddero poi sotto l'influenza romana già a partire dal IV secolo a.C.: in località Forchetta di Usigni sono stati ritrovati reperti storici risalenti a quest'epoca.
Il toponimo appare per la prima volta in un documento del 1233, nel quale il paese, assieme a Poggiodomo, risulta legato a Spoleto: il nome deriva dal termine usina, utilizzato per denotare un generico opificio.
Le costruzioni si addensano nella parte centrale del paese con edifici a due o tre piani, di origine seicentesca e voluti dal cardinale Fausto Poli, culminanti nella chiesa di San Salvatore. Originariamente fortificato, ora delle mura non restano tracce.
Il cardinale Poli era segretario particolare del Papa, cosa che lo portò a conoscere un gran numero di artisti coevi; anche grazie alla sua influenza, i piccoli paesi del territorio natale non furono mai abbandonati del tutto. In particolare, egli si prodigò per la diffusione del culto di santa Rita da Cascia.
In seguito alla restaurazione pontificia del 1816, Usigni venne aggregato agli altri paesi dell'attuale territorio di Poggiodomo per formare una comunità indipendente.
• Chiesa di San Salvatore (1640), voluta dal cardinal Poli ed adornata con paliotti, reliquiari ed altri oggetti d'arte sacra assai pregiati; tra i decoratori degli interni ricordiamo Guido Ubaldo Abbatini e Salvi Castellucci, mentre è probabile che la supervisione della costruzione sia attribuibile al Bernini;
* Palazzo Poli (XVII secolo);
* Pozzo con lo stemma del cardinale Poli;
* Sorgenti del Tissino.
 
Le bellissime foto sono di Fabrizio Campagnacci.
 
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