di Gianni Sante PiermariniSant'Eraclio: via 1° Maggio Chiesa di San Pietro

Il 20 Aprile 1665, su istanza del parroco Don Carlo Brancaleoni e di alcune pie persone del castello di S. Eraclio, Papa Alessandro VII concesse l'autorizzazione per erigere la nuova chiesa parrocchiale. Pochi anni prima, il 28 giugno 1657, il vescovo di Foligno, Mons. Antonio Montecatini, permise al parroco di S. Eraclio la demolizione della chiesa di S. Pietro in Flamignano già da tempo in rovina e di vendere, a beneficio della parrocchia, . ”... la pietra, delle muraglie". Morta la chiesa di S. Pietro in Flamignano (centro abitato a sud di S. Stefano dei Piccioni oggi non più esistente) nacque quella di S.Pietro di S.Eraclio; accadde così che il parroco del castello che si intitolava "curato" della chiesa di S. Pietro in Flamignano (è bene ricordare che gli abitanti di Flamignano si erano tutti trasferiti con il loro parroco nel castello di S. Eraclio nel 1450circa) con la costruzione della nuova chiesa prese ad intitolarsi Curato della Chiesa di S.Pietro di S. Eraclio.

Sant'Eraclio: La Chiesa di San Pietro

Non toccò però a Don Carlo Brancaleoni fregiarsi di tale titolo, infatti quando già aveva ottenuto in dono da Sante Burda, uomo di elevato sentire religioso, il terreno dove erigere la nuova chiesa e la casa parrocchiale, una sostanziosa offerta di 75 scudi da Donna Costanza di Pietro Severini e aveva preparato una buona quantità di calce e mattoni, improvvisamente, il 13 Aprile 1670, la morte sopravvenne spezzando i suoi propositi e le sue speranze.

Anche il successore, Don Biagio Fontana, di Foligno, dopo 4 anni di presenza a S. Eraclio, tra esasperati litigi con le confraternite di S. Marco che avevano il diritto di nominare il cappellano della loro chiesa, e tante agitazioni che turbarono la tranquillità della comunità, nell'Aprile del 1674 rinunciò al beneficio parrocchiale.

Sant'Eraclio: La Chiesa di San PietroDon Basilio Pioli di antica famiglia di S. Eraclio raccolse e ripropose l'idea di costruire la chiesa parrocchiale e il 13 Dicembre 1674 ne gettava le fondamenta. Dopo 8 anni di difficoltà, per la scarsezza di mezzi, il 21 giugno 1682 la chiesa aperta al pubblico veniva benedetta dal Vescovo di Assisi, Mons. Giustiniani mentre il parroco che l'aveva realizzata ottenne di erigervi un sepolcro e di esservi tumulato, il 28 febbraio 1695. Dopodichè tutti i parroci del castello di S. Eraclio vi trovarono sepoltura. La chiesa di San Pietro, eretta tra innumerevoli difficoltà finanziarie, dovute soprattutto alla divisione della comunità stessa pro e contro la sua costruzione, costò nel tempo ancora di più per una lunga serie di interventi per il suo consolidamento a causa di errori strutturali: i muri laterali troppo alti non resistevano alle spinte della pesante volta superiore. Il 25 giugno 1744 il parroco del tempo pagò 225 scudi per completare la facciata dietro l'altare maggiore in stile barocco. Tra il 1752 e il 1786 il parroco Don Bartolomeo Seggi consolidò la volta della chiesa in parte crollata e accimò, con grande disappunto delle confraternite di S. Marco, la torre campanaria. Nel 1794 il parroco Don Agostino Tiburzi fortificò con chiavi di ferro la volta della chiesa, che minacciava rovina.

Sant'Eraclio: La Chiesa di San Pietro particolareUn secolo più tardi, agosto 1890, con l'inaugurazione del fonte battesimale di stile quattrocentesco, il parroco Faloci restaurò la chiesa. La gazzetta di foligno del 23 agosto così si esprime: "... la chiesa non fu restaurata ma bensì direi quasi rifabbricata di nuovo... completamente nuova la facciata...". Per l'occasione il prof. Carlo Botti di Foligno vi dipinse il Battesimo di Gesù. 
 Ed ancora nel 1906 nuovi problemi di staticità impongono alla comunità, dopo esame dell'ing. comunale, la chiusura al pubblico. Nel 1907 iniziarono i lavori al tetto con nove chiavi in ferro in ogni capriata e in questo anno il pittore Cervelli, incaricato dal parroco Polanga, eseguì i due dipinti laterali dell''altare maggiore raffigurante San Feliciano e S.Eraclio.Sant'Eraclio: La Chiesa di San Pietro

Gli interventi del 1939 e del 1962, parroci don Guglielmo Spuntarelli e don Luciano Raponi, furono tesi a migliorare l'aspetto accogliente della chiesa sia nell'interno che nella piazzetta antistante.

Oggi a distanza di 3 secoli la vediamo chiusa e ferita ancora nelle sue strutture dal recente terremoto, è rimasto integro il campanile che ha ripreso con le sue campane a segnare il tempo.

 

 

 

  Sant'Eraclio: La chiesa di San Pietro (galleria)