di Andrea Piermarini

Sant'Eraclio dibatte sull'educazione dei giovaniFOLIGNO - "Il paese di S.Eraclio dopo aver rischiato di diventare un quartiere dormitorio ora sta ricostruendo lo spirito comunitario che lo caratterizzava tra gli anni ‘50 e ‘70". Cosi il sociologo Roberto Segatori inquadra la situazione odierna che la popolosa frazione folignate sta vivendo nel terzo millennio.

E’ un territorio che si interroga su come interloquire con le nuove generazioni ed in particolare con la fascia d'eta che va oltre i quattordici anni. L'opportunità di dibattere su queste tematiche è stata offerta dal Consiglio Pastorale indetto dal parroco don Luigi Filippucci aperto alle istituzioni e alle associazioni che operano nel tessuto sociale della frazione. Per il sociologo Segatori "la soluzione è riconducibile nell' affidare ai giovani delle responsabilità all'interno delle associazioni che rappresentano palestre di vita e di democrazia, dove si insegna la fedeltà all'impegno". La psicologa Francesca Mattioli in merito al "pianeta giovani" che nell'Unita pastorale "S.Eraclio - Cancellara" conta 1352 ragazzi afferma che "paradossalmente nell'epoca dei social network è impellente aiutare i giovani a non sentirsi soli, in quanto la solitudine rappresenta il principale disagio esistenziale per gli adolescenti". In attesa della realizzazione del Centro della Gioventù, il parroco denuncia la carenza di spazi di aggregazione sociale per i giovani. Sant'Eraclio dibatte sull'educazione dei giovaniRitiene indispensabile creare una sintonia tra le agenzie educative del paese formando cosi una rete di sinergie per un nuovo stile di vita. Gli operatori dell'oratorio parrocchiale “don Mariano” hanno dichiarato che "nell'offrire ai giovani modelli comportamentali di riferimento che puntano alla scoperta di se stessi, dell'altro e del creato, intendono coinvolgere sempre più nella formazione umana e religiosa anche le famiglie in crisi affettiva e lavorativa". I rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni hanno evidenziato che va rivalutata la comunicazione tra genitori e figli in quanto attualmente non esiste più. Fabio Bonifazi, in qualità di genitore, ha sostenuto che "ai figli è necessario insegnare l' umiltà, il rispetto , il confronto, l'accoglienza” .